Terminale Jean Monnet Italien LV3

Italien LV3 au lycée Jean Monnet à Strasbourg

20 avril 2008

... le dernier texte de l'année... courage!

L'uomo è nato per progredire

Sia Remo1 che sua moglie erano convinti che l'età dell'abbondanza non sarebbe finita mai, perché il petrolio si riproduceva da solo, nelle iscere della terra, come il mais e l'erba medica2 in superficie. Sicché Remo rimase un po' male quando Morvàn durante un taglio dei capelli, angosciato dalla sirena continua di ambulanze, gli disse che il petrolio non si rinnovava affatto, e che la nostra era un'epoca balorda, che sarebbe stata ricordata nella storia come quella delle vacche grasse, destinata a finire tra poco.

           «Be', troveranno altre fonti di energia. Il sole, le maree, il vento»  disse Remo.

         

            «Lei spera di far andare i motori con la forza del vento?»

            «Perché no?»

            «Prima di dar fondo al petrolio, bisognerebbe trovare una nuova fonte di energia. Mai but­tare le scarpe vecchie prima di aver comprate quelle nuove.»

Ma Remo l'ascoltava con fatica. Aveva una fede istintiva e smisurata nella scienza e nell'uomo, che inventava sempre cose nuove. Così era certo che dopo la fine dell'età petro­lifera sarebbe cominciata quella del vento, o del sole, o della fusione nucleare, e le cose sarebbero continuate anche meglio di adesso. Questa fede gli veniva soprattutto dalla convinzione robustissima che non si poteva rinunciare a niente e che indietro non era possi­bile tornare, ma soltanto andare avanti, sulla via di un'abbondanza sempre più larga. L'uomo era nato per progredire. Lui aveva letto su un rotocalco che già si stava pensando d'inventa­re un motore ad acqua che era fatto d'idrogeno e ossigeno, uno che bruciava e l'altro che permetteva la combustione. Meglio di così! No, non era assolutamente il caso di preoccu­parsi. Vi era una soluzione per tutto, e ogni problema veniva sgretolato dalla ragione umana a mano a mano che si presentava. Tante questioni erano parse senza uscita, nel passato, e poi invece il nodo era stato tagliato con un colpo di spada.

Morvàn non era d'accordo. Secondo lui gli uomini non erano sempre più ricchi, ma esat­tamente il contrario, perché diminuivano non solo l'energia, ma anche le risorse primarie, come l'acqua, l'aria, l'humus, le foreste, la capacità produttiva della terra. In realtà quella del paese della cuccagna era la grande bugia dei tempi moderni. Poiché diceva le cose con tono molto pacato, Remo credeva che Morvàn scherzasse, e parlasse in quel modo soltanto per il gusto di contraddirlo, perché aveva più studi di lui, e perciò lo riteneva un sempliciot­to. Se non scherzava era certo uno di quegli uomini, come ve ne erano sempre stati, che si spaventavano per i mutamenti e li volevano fermare. Anche il treno, a metà dell'Ottocento, aveva avuto i suoi oppositori, e così l'automobile e l'aeroplano.

                                          

                                                 da Carlo Sgorlon, il patriarcato della luna

1. Questo testo mette in scena Morvàn, uno scienziato un barbiere, Remo, ed il cliente,   

2. Luzerne.                                           

Posté par domquan à 15:41 - Commentaires [0] - Rétroliens [0] - Permalien [#]

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